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Il Service AGHBBs Ecologica e' disponibile per eventuali suggerimenti, programmazioni gratuite al fine di evitare i pericoli dei topi,sia per l'Uomo sia per il suo fedele amico: il cane. A dire il vero, i topi, rappresentano da tempo immemorabile, un pericoloso problema per l'intera Umanita'.
La loro evoluzione sembra risalire al Periodo Oligocene con epicentro il Nord Europa e da quella Classe primordiale, nacquero e si svilupparono oltre 70 tipi con relative specie e sottospecie.

I Topi nella storia:
Gia' nel 1900 a.C. i topi rappresentavano una calamita' fra i popoli Egiziano e fra Assiri e Babilonesi, in epoche successive fra i Filistei ed i Romani, in epoche relativamente recenti fra gli Inglesi, noto e' Il Flauto Magico di Hameln - datato 1284. In Italia il Rattus Rattus (o Ratto Nero) fece le prime apparizioni negli ultimi secoli a.C. Misura ancora oggi, circa 28-35 cm. ha la coda poco piu' lunga del corpo, pelo nero quasi lucido e muso affilato. E' agile, arrampicatore, e' veloce, astuto ed aggressivo anche nei confronti dell'Uomo.
Utilizza la coda come appoggio per le sue acrobazie. Da allora ha avuto un'evoluzione sorprendente, padrone incontrastato di cantine e depositi.
Pero', l'egemonia del topo nero in Italia non poteva durare in eterno e dopo 18 secoli di dominio indiscusso, dopo aver invaso citta' e paesi, distrutto raccolti, seminato pestilenze, con l'inizio del 1700 si avvicinarono per lui anni difficili. In Asia Centrale un nuovo topo comincia a sentirsi stretto: il Rattus Brunus o Surmolotto (detto Mus Decumanus/ Norvegicus ai giorni nostri), potente scavatore,inizio' ad evolversi e migrare verso Occidente, lungo dai 18 ai 35 cm.pesa dai 400 ai 500 gr. in eta' adulta.
Ha pelliccia colore grigio scuro - grigio-marrone, naso tozzo, baffi bianchi, coda corta e rasa, onnivoro, scarso arrampicatore, ottimo scavatore e saltatore, ha vista ridotta ma adattata al buio,udito elevatissimo, percepisce le onde usate nelle telecomunicazioni. Odorato molto sviluppato, riconosce la manipolazione umana nelle esche,tatto altamente sviluppato che gli permette il controllo dei movimenti.Nell'estate del 1727 il Rattus Norvegicus/Bruno migro' verso il Caspio,raggiungendo il Volga e quindi Astrakan, subendo perdite incredibili;(un mare di topi cadaveri, scrisse Alexis Turgai cronista del tempo).I superstiti, oltrepassato il Volga, invadono l'Ucraina e quindi tutta la Russia.

Nel 1753 le cronache di Parigi ne trattano il problema, nel 1803 la Svizzera e nel 1850 sono gia' stabilmente insediati in tutta Europa.Il naturalista francese G.Louis Buffon suppone i topi bruni presentiin modo stabile in Italia gia' dalla fine del '700.
In quel periodo da noi, come nel resto d'Europa, si stavano attuandoriforme sociali, economiche e culturali notevoli. La popolazione aumentava, l'edilizia era in fase di sviluppo e si progettavano nuove canalizzazioni sotterranee per la rete fognaria, primafra tutte la Citta' di Venezia.
In questo contesto, per il nuovo venuto (Ratto Bruno) non fu difficile trovare un habitat ideale.
Piu' forte e piu' robusto del topo nero,ebbe la meglio sin dall'inizio, non trovo' difficolta' alcuna a scacciarlo da cantine e fognature, impedendogli l'accesso ai magazziniricchi di alimenti ed a divorarlo quando se lo trovava davanti.
La lotta tra invasori ed invasi duro' poco, il topo nero fu costretto a ritirarsi sui tetti e nelle soffitte dove ancora oggi e' relegato.
Il Ratto Bruno e' padrone incontrastato di fondamenta, canalizzazioni sotterranee, cantine e gallerie, ha senso di territorialita' nei confronti di altre specie come il Rattus/Nero ed il Mus Musculus, i quali hanno sempre dimostrato la loro inferiorita' abbandonandola zona.


AGHBBS derattizzazione disinfestazione CONTROLS topi, talpe, insetti

Le Elaborazioni vengono eseguite con il programma
aghbbs su QNX-station.


Sviluppo dei topi:
Il topo, a prima vista non ha niente di terribile, qualcuno anzi, potrebbe perfino giudicarlo grazioso, col suo musetto appuntito, solo la coda, nuda e squamosa, mette una nota francamente sgradevole in quello che potrebbe essere un amabile ritratto.
Prendiamo ora una coppia di queste creature, raggiunta l'eta' adulta,dopo solo 20 gg. sono gia' diventate una dozzina e dopo 80 giorni, ciascuno dei nuovi nati, e' in grado di procreare.
Nel frattempo dai genitori sono nate altre due nidiate. In tre anni se falchi, civette, gatti, trappole, veleni e le disinfestazioni dell'Uomo,non intervenissero a decimare la famiglia, dalla coppia originaria avrebbero vita 250 mila topi che in altri 3 anni, darebbe vita a 31 miliardi di esemplari, circa.
E' indubbio, che tale prolificita' sia avvertita in modo negativo da chiunque.
Fortunatamente, la loro riproduzione e' limitata sia da equilibri ecologici, sia dall'opera disinfestante umana che in sinergia riescono a tamponare il problema. Ma non sempre, nel caso del Ratto Bruno. Infatti e' intelligente e capace di elaborare relazioni. A lui sono dedicate molte pagine che narrano del comportamento altamente evoluto a dimostrazione del fatto che questo Topo riesce ad essere imprevedibile e riesce ad avere la meglio in situazioni di grande difficolta'. Aprire con le zampe anteriori una bottiglia d'olio, immergevi la coda, nutrirsi richiudendo la bottiglia, e' cosa forse banale se eseguita da un primate, ma vista come intelligente se eseguita da un topo.
All'interno di una colonia murina, esiste un assaggiatore di cibo, questo topo che ha forse il compito di verificare l'innocuita' dell'alimento, corrisponde sempre al piu' anziano del gruppo, (alcuni studi lo vogliono il piu' debole) se muore, nessun topo della colonia mangia quel prodotto. Ecco perche' molte esche disinfestanti hanno effetto ritardato, proprio per evitare possibili correlazioni tra il pasto e l'effetto letale. Ma il topo ha imparato a nutrirsi delle riserve umane proprio nei magazzini, nelle dispense domestiche ed in tutti i luoghi di ricreazione, dove l'Uomo ed il cibo abbondano.

Le malattie:
Quando il medico inglese P.L Simond completo' il suo esperimento catturando alcune pulci su topi infetti, dimostro' che l'intestino degli insetti era pieno di bacilli della peste. La relazione fra topo ed epidemie fu chiarita.
Quando un topo appestato muore, le pulci lo abbandonano e libere aggrediscono altri topi ed alcune volte i cani diffondendo cosi' il contagio.
Questo lo sappiamo da poco piu' di mezzo secolo.
Purtroppo, il topo non e' legato solo ai bacilli pestosi.Gli Studiosi in materia legano i topi anche a lebbra, tifo, colera,tubercolosi, sporotricosi, alla malattia di Weil, al morbo giallo, al vaiolo, alla tularemia ed alla leptospirosi e quest'ultima pericolosissima per il cane.
Le encomiabili direttive delle Autorita' Sanitarie di tutto il mondo attuano lotte indiscriminate contro i Ratti, utili anche, se in sinergia con l'operato e l'igiene di ciascuno di noi.

Danni e Distruzioni:
Il topo ha sempre fame, una fame rabbiosa, divorante, sempre in moto per appagarla. In un solo pasto, il ratto delle soffitte ingurgita 100 gr. di cibo, pari ad un terzo del suo peso. Ma non e' solo per nutrirsi che i topi divorano. Ben altri infatti sono i danni che esso ci procura. I roditori sono provvisti di lunghi denti incisivi a crescenza continua (12 cm./anno), per la loro stessa sopravvivenza, devono logorarli, rosicchiando continuamente.
Per limarli rosicchiano materiali duri, come guaine di cavi elettrici,imballaggi, cuoio, osso, legno etc. Piu' si levigano e piu' i denti diventano taglienti come scalpelli. Qui nasce un circolo vizioso:
i Topi per riprodursi scelgono di solito luoghi tranquilli, vicino a canali idrici, fognari, o nei sottobasamenti delle costruzioni. Qui rosicchiano causando inondazioni, cedimenti strutturali, mandando in corto circuito gli impianti elettrici.

Non s'intende con cio' allarmare o spargere il panico fra i Lettori ma a sollecitare l'adozione di forme difensive idonee e razionali, valutando soluzioni ecologiche piu' appropriate, laddove esista un reale problema, evitando di sottovalutare la benche' minima traccia d'infestazione, senza tuttavia cadere nella paura, facendo uso indiscriminato di sostanze tossiche sparse ovunque, pericolose per i bambini, o con l'adottare sistemi ultrasonici non tarati Ad Hoc nocivi questi per il cane.

Leishmania:
Leishmania spp.(leishmaniasis)
Info Leishmania spp.(leishmaniasis)

Le zanzare:
Nelle ville con parchi, piscine, stagni, laghetti, prestare la massima attenzione alla proliferazione delle zanzare, alcune specie sono legate alla filariosi che colpisce i cani ed i cuccioli.
Disinfestazione radicale e mirata nelle zone a rischio, e' il consiglio.


La zanzara tigre

Chi e'?
Si tratta di una zanzara lunga meno di 1 cm.,di colore nero, con una caratteristica banda che attraversa longitudinalmente il torace, con anelli bianchi sulle zampe (da cui il nome "tigre"), originaria del Sud-Est asiatico, introdotta dagli USA attraverso l'importazione di pneumatici usati.
Nei Paesi di origine, questa zanzara (n.sc. Aedes Albopictus) puo' trasmettere all'uomo attraverso la puntura, alcune malattie da virus.
In Italia quei virus non sono presenti, per cui la puntura della zanzara tigre non puo' trasmettere quelle malattie.

Aedes albopictus, puo' contribuire invece alla diffusione della filariosi canina, il cui principale vettore in Italia e' la zanzara comune (Culex pipiens).
La zanzara tigre e' piuttosto aggressiva nei confronti dell'uomo e la sua puntura, che avviene generalmente di giorno ed all'aperto, risulta particolarmente fastidiosa determinando pomfi molto pruriginosi: la "tigre" punge in genere tra anca e caviglia perche' in genere vola a bassa quota.
Quando l'infestazione e' massiccia la zanzara tigre nei ns. climi vola e punge da maggio ad ottobre. Si distingue dalla comune zanzara nostrana che e' di colore marroncino chiaro e punge di notte. La zanzara tigre depone le uova quasi esclusivamente in contenitori artificiali dove si raccoglie dell'acqua: tra questi i piu' graditi sono i copertoni di pneumatici accumulati all'aperto.
La "tigre" infatti e' attratta dal colore scuro ed i copertoni per colore e forma si prestano benissimo per la riproduzione, inoltre ci puo' essere somiglianza con gli incavi degli alberi del sud-est asiatico zona dalla quale proviene. In citta' la zanzara depone le uova nei pozzetti di raccolta delle acque piovane, nei bidoni ed in altri recipienti con acqua presenti in orti e giardini nei copertoni accastati all'aperto, nel fogliame macerato, nei sottovasi dei fiori, in qualsiasi contenitore abbandonato che possa raccogliere acqua anche in piccola quantita'. Le uova vengono deposte dalle femmine sulla parete del contenitore, subito sopra la superficie dell'acqua e si schiudono quando vengono sommerse.
In mancanza di acqua, le uova possono rimanere vitali per parecchi mesi. Dalle uova si sviluppano le larve. La zanzara adulta prende il volo nel giro di 48 ore e dopo altre 48 ore maschi e femmine sono in grado di accoppiarsi. Subito dopo la femmina puo' effettuare il suo primo pasto di sangue, necessario per maturare le uova, mentre il maschio esaurita la propria funzione riproduttiva sopravvivera' solo pochi giorni.
In piena estate il pieno ciclo di sviluppo puo' compiersi in una settimana.
Si stima che la femmina possa vivere da 2 a 3 settimane.
La zanzara tigre supera la stagione invernale allo stadio di uova. Queste sono dotate di un orologio biologico, regolato sul numero di ore di luce e sulla temperatura che impedisce la schiusa in inverno.
Le uova rimaste vitali si possono schiudere a partire da fine aprile, se le condizioni climatiche sono favorevoli (temperature non al di sotto dei 10 gradi C. e circa 13 ore di luce.
Per ulteriori informazioni contattate AGHBbs Ecologica per ottenere info e link tematici.


BLATTELLA GERMANICA
Habitat: vive in ambienti caldo-umidi, tra i 25° - 35°C, ormai la si trova dappertutto, abitazioni, cucine, ristoranti,ecc.. è molto attiva di notte, cammina su tutti i tipi di superficie;
Riproduzione: si riproduce per ovodeposizione, la femmina porta con se l'ooteca fino alla schiusura;
Ooteche per anno: in un anno depone più di sei ooteche, una ooteca si schiude in 15gg. e contiene da 30 a 40 uova;
Stadi ninfali: le ninfe in sette stadi ninfali e da 6 a 15 settimane, diventano adulte.

BLATTELLA ORIENTALIS
Habitat: vive in ambienti tra i 20° -30°, in scantinati, fessure delle pareti vicino al pavimento, tubi di scarico, fognature ecc...notturna, in genere frequenta le zone basse delle strutture;
Riproduzione: si riproduce per ovodeposizione, depone l'ooteca prima della schiusura;
Ooteche per anno: in un anno depone circa otto ooteche, si schiude in 45 gg.,e contiene circa 16 - 20 uova;
Stadi ninfali: le ninfe diventano adulte da 24 a 40 settimane.

PERIPLANETA AMERICANA
Habitat:
vive in ambienti tra i 25° -35°, scantinati, fognature, ecc..;
Riproduzione: si riproduce per ovodeposizione, depone l'ooteca prima della schiusura;
Ooteche per anno: ne può deporre da 10 a 30. Una ooteca contiene circa 16- 20 uova, si schiude in uno, due mesi.
Stadi ninfali: le ninfe in 9-13 stadi ninfali e in 20 - 40 settimane, diventano adulte.
In Italia esistono anche la SUPELLA LONGIPALPA e la POLYPHAGA AEGYPTIACA

Ulteriori informazioni e sviluppo di progetti difensivi via E.Mail:
Richiesta Informazioni AGHBBsEco E.Mail
AGHBBs DataWareHousing Studio Comparato
AGHBBs  DatawareHousing form

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Hazard Analysis and
critical control points    HACCP

Decreti Legislativi 26 maggio 1997, nn. 155-156 igiene dei prodotti alimentari e misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari, sistema H.A.C.C.P. (Hazard Analysis and critical control points), in attuazione delle dir. CEE 93/43-93/99, Dir. CEE 96/3.

Obbiettivo del decreto legislativo n. 155 del 26-5-97, è assicurare l'igiene e la sicurezza del prodotto alimentare, garantirne la salubrità dalle materie prime fino al prodotto finale seguendo passo passo l'intero ciclo produttivo. Attraverso il sistema H.A.C.C.P. (analisi dei rischi e controllo dei punti critici) quindi, si vuole garantire la tutela della salute pubblica, eliminando fin dall'origine la mancanza di qualità degli alimenti destinati al consumo umano attraverso un razionale controllo della corretta prassi igienica in fase di produzione, trasformazione, commercializzazione di prodotti.
Dotarsi del manuale di autocontrollo, significa descrivere i criteri generali e le procedure adottate dall'azienda per soddisfare le normative vigenti.
A più di tre anni di distanza dall'uscita del Decreto Legislativo 155/97 relativo all'applicazione del sistema Haccp, sono ancora troppe le attività che non si sono adeguate a quanto previsto dalla normativa. Molte ditte non si sono ancora dotate del "piano di autocontrollo" che è obbligatorio per tutte le attività alimentari, ritenendo erroneamente che la normativa non sia in vigore o sottovalutandone l'importanza. Altre ditte, pur avendo predisposto il piano di autocontrollo e avendo frequentato i corsi di formazione (investendo tempo e denaro) non lo stanno applicando (per esempio non vengono compilate le schede). Le sanzioni in Italia previste in questi casi possono essere molto elevate (da 1200 Euro a 30.000).

 


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