AGHBBs Salukis  |   Training  |   Subscribe  |   About Us  |   AGHBoys  |   AGHPHOTO  | ScreenSaver  |   AGHBBs FAQ   
 

AGHBBs in colorss

    
   

 

   

AGHBBs VIDEO MONTAGGIO Iinfo Point

VIDEO GLOSSARIO
AGHBBs HTML CODE Info Point
AGHBBS HTML

MONTAGGIO LINEARE
Fase cruciale di ogni film, il montaggio è il momento in cui le inquadrature realizzate durante le riprese si ricostruiscono in tempi narrativi e in unità del senso, come era previsto nella sceneggiatura. Il montaggio può alterare completamente il senso narrativo suggerito dalle singole inquadrature; il celebre esperimento di Kulesov con la medesima inquadratura di Mozzuchin, il cui sorriso sembrava assumere significati diversi secondo l'immagine che lo precedeva, riassume perfettamente la proprietà del montaggio. Negli ultimi anni l'abitudine a consumare immagini televisive sin dalla prima infanzia ha in qualche modo sviluppato la capacità di sintesi narrativa basata da un lato sulla generalizzazione e sull' appiattimento dei codici di comprensione e, dall'altro, sulla riduzione del tempo di comprensione. Nel montaggio tradizionale di un film in pellicola, i ciak buoni e le riserve, sviluppati e stampati, vengono portati in moviola insieme con il perforato magnetico sul quale è stata trascritta la presa diretta sonora corrispondente.

L'assistente montatore mette a sincrono suono e immagine di ogni inquadratura divisa per ciak, indicando i punti di partenza o start, in modo che ogni qualvolta si metteranno sulla moviola suono e immagine della stessa inquadratura si potrà contare sulla loro sincronicità. Il materiale passa poi a una macchina numeratrice che, ogni quindici fotogrammi, stampa sulla pellicola un numero progressivo. Lo stesso numero viene stampato sul perforato magnetico corrispondente. Ciò consente l'identificazione rapida di ogni pezzo di pellicola senza bisogno di sentirlo o vederlo nella moviola. Man mano che si procede con la numerazione, si redige anche un foglio di montaggio con tutti i dati che consentono una facile riconducibilità della numerazione alla scena. Si procede poi a mettere semplicemente in fila le inquadrature e a scegliere, per ciascuna, il ciak da usare. Questo lavoro è eseguito dal regista e dal montatore sulla base di considerazioni spesso, diverse da quelle che, durante le riprese, hanno portato a indicare per buono un ciak piuttosto che un altro. Nella scelta, si analizzano gli elementi dell'inquadratura, le luci, la recitazione, la pienezza della scena, il movimento della macchina da presa, arrivando poi alle vere e proprie considerazioni di montaggio, cioè il possibile rapporto con le inquadrature contigue. La moviola, lo strumento meccanico per montare la pellicola, è costituita da un numero pari di piatti (di solito 6 o 8). Il materiale da vedere o da sentire va avanti e indietro, guidato da una serie di rocchetti fino a un proiettore che proietta l'immagine su un piccolo schermo, mentre il perforato magnetico è tradotto in suono da appositi lettori. Alcune ruote dentate mantengono costante la velocità dei percorsi in modo da conservare la sincronicità. Oggi la tradizionale moviola sta per essere superata da sistemi di montaggio non lineare che usano il computer.
Il primo e più diffuso è l'Avid.

ESEMPI DI MONTAGGIO
Nel periodo del muto, la necessità di raccontare con le sole immagini, senza l'ausilio del suono, aveva generato alcune teorie del montaggio divenute ormai storiche, ma che sono ancor oggi alla base di ogni ragionamento sul tema.

Montaggio parallelo
Messo a punto Da Griffith nei suoi film, è un modo di narrare che supera l' impossibilità temporale di assistere contemporaneamente all'accadere di due o più fatti. Per esempio, il rapporto tra inseguito e inseguitore viene montato mostrando alternativamente ora l'uno ora l'altro. Oppure: alle immagini del condannato a morte che sta salendo lentamente sul patibolo si alternano quelle del messaggero che a tutta velocità sta portando il documento con la concessione della grazia. Il montaggio parallelo è dinamico e drammatico. La sua struttura sembra raddoppiare il tempo percettivo: si vede quello che succede nella situazione A e contemporaneamente, quello che accade nella situazione B.

Montaggio delle attrazioni
Teorizzato e praticato da Ejzenstein agisce in base alle assonanze e ai rafforzamenti percettivi: un gruppo di patrioti sta per essere massacrato e l'inquadratura successiva sottolinea il fatto mostrando la macellazione di animali.
L'accostamento di Immagini che non appartengono all'avvenimento narrato rafforza il senso e ne facilita la lettura.

Montaggio costruttivo
Le teorie di montaggio descritte da Pudovkin (La settima arte, Editori Riuniti, Roma, 1961) sono il primo tentativo organico di mostrare i meccanismi di costruzione narrativa che il montaggio riesce a sfruttare utilizzando i singoli ,pezzi di pellicola:
Durante il montaggio la celluloide è sottoposta interamente alla volontà del regista. Nel comporre la realtà filmica questi può eliminare tutti gli intervalli e cosi concentrare nella misura richiesta l' azione nel tempo.

Montaggio accelerato
Usato da Ahel Gance nel film del 1922 La roue (La rosa sulle rotaie) è un montaggio incalzante, reso celebre dalla sequenza di una locomotiva lanciata a folle velocità, dove il senso dinamico veniva esasperato tramite il susseguirsi di inquadrature sempre più brevi.

Montaggio invisibile
E' quello che Bazin attribuisce al cinema americano classico degli anni Trenta e Quaranta:
La divisione in inquadrature non ha altro scopo che quello di analizzare l avvenimento secondo la logica materiale o drammatica della scena... Io spirito dello spettatore condivide naturalmente i punti di vista proposti dal regista poiché sono giustificati dalla geografia dell 'azione o dallo spostamento dell' interesse drammatico. (A. Bazin, op. cit.)

 

MONTAGGIO NON LINEARE
"Montaggio video Non Lineare" è, in parole povere, la manipolazione (editing) dei filmati video all'interno di un PC. Invece di usare moviole, centraline, mixer, video registratori, video lettori, etc., che costringono a lavorare con tutte le sorgenti video ed almeno un videoregistratore in uscita "in Linea" (On Line), con il NLE semplicemente si "riversa", attraverso un processo di acquisizione, i filmati video sull' Hard disk di un sistema DTV. Per Desk Top Video (DTV) s' intende l'utilizzo di un personal computer (PC) per la creazione di filmati. A questo punto potere ri-arrangiare e modificare a piacimento tutto o parte della sequenza video acquisita, e poiché il video e "digitalizzato" potete vedere in qualsiasi momento una parte qualsiasi di esso immediatamente. Quindi non più sprechi di tempo alla ricerca della pellicola di una determinata scena, nessun problema di ripensamento; se vogliamo cambiare parzialmente o integralmente la scena bastano pochi click del mouse ed il gioco è fatto, nessuno scervellamento per la connessione/sincronizzazione dei vari elementi dello studio di montaggio dato che il tutto si svolge all' interno di una sola macchina, infine, nel caso si tratti di una pellicola cinematografica, una volta effettuato il montaggio con un computer basta mandare al laboratorio di sviluppo e stampa l'E.D.L. ovvero: Editing Decision List (a seconda dei casi per quanto concerne i tagli si usa anche il: Time Code, Cut List). Tramite questa lista dei tagli, il laboratorio potrà realizzare il negativo finale (Master) con grande risparmio di tempo. Dopo aver aggiunto tutti gli "effetti" (FX) (il cui numero teoricamente è infinito), filtri, titoli, animazioni, grafiche, etc., si può riversare il prodotto finito su nastro, dopo il processo di "rendering" (a meno di non disporre delle ultimissime schede "NLE in tempo reale") con una qualità ormai definita come Broadcast.

Un sistema NLE necessità essenzialmente di un ottimo PC, ma principale importanza è da dedicare alla scheda di acquisizione video con capacità di effettuare il playback attraverso almeno un'uscita video, verso un videoregistratore. Infine è necessario un software di editing video che permetta di fare modifiche ai filmati e di aggiungervi tutti gli effetti desiderati. Un computer veloce permette di rendere minori i tempi di attesa per il rendering, ma non influenzerà la qualità finale dei filmati. Questa sarà maggiormente influenzata dallo spazio disponibile delle memorie di massa. Per uso Hobbistico può bastare un processore piuttosto modesto (va bene anche un vecchio pc con processore a 133 Mhz con 32Mb di ram ma dotato di un veloce Hard disk). È molto raccomandato disporre di un Hard disk dedicato unicamente per contenere i video contributi (clips).

Attualmente i migliori risultati si possono avere sia con i Macintosh con 256 Mb di Sdram ed un sistema disco UltraWide Scsi dato l'ottimo lavoro della casa della mela integrando di serie l'hardware necessario per la comunicazione con le recentissime telecamere digitali (DV), sia con i PC ultima generazione con windows XP. I recenti Hard disk Eide Ultra ATA 66 sono una buona scelta per brevi filmati, ma per filmati più lunghi e soprattutto per poter utilizzare la più alta risoluzione possibile alla minore compressione offerta dalle attuali schede di acquisizione, la scelta non può essere diversa dall'utilizzare Hard disk Ultra Wide Scsi A/V (Audio/Video). Per un sistema altamente professionale, è vivamente consigliato l'utilizzo di sistema RAID in hardware: oggi ne esistono anche per la piattaforma EIDE. Va tenuto presente che la qualità finale dei filmati dipende in buona parte del "sustained throughput" degli Hard Diskes.
CODEC è un acronimo di COmpressione/DECompressione ed è tramite questo metodo (implementabile sia in Software sia in Hardware) che le schede di acquisizione video digitalizzano i filmati per "immagazzinarli" (store) sull' Hard disk. I Codec più usati sono : Motion Jpeg (MJPEG), Mpeg, Indeo dell' Intel e Cinepak della Radius. Ci sono diverse soluzioni software-hardware che permettono di selezionare e/o estrarre le scene che interessano da qualsiasi sorgente e ri-assemblarle a piacimento, aggiungendo titoli ed effetti automaticamente.

Il PC controlla l' attrezzatura usando un telecomando a raggi infrarossi e/o connettori speciali, adatti a collegarsi in alcune attrezzature. Molte telecamere e registratori 8mm Sony hanno uno speciale jack chiamato "Control L" (LANC). Per attrezzature professionali esistono soluzioni molto complete che utilizzano diversi tipi di porte seriali per pilotare anche in "TimeCode". Attualmente lo standard che sta modificando radicalmente la comunicazione tra computer telecamera é il Firewire noto anche come IEEE 1394. Il Firewire e' uno standard per il trasferimento dei dati ad altissima velocità (data transfer). I primi sistemi ad usufruire di queste interfacce sono i sistemi video DV (Digital Video), che possono trasferire il segnale digitale direttamente all'Hard disk drive di un sistema DTV, e ri-registrarlo dopo che questo è stato editato. Poiché in tutto il processo il segnale "rimane" sempre allo stadio digitale, non vi è teoricamente alcuna perdita, e la qualità finale dei filmati sarà uguale a quella dell'originale. Chiaramente è possibile prelevare sequenze video da piú di una sorgente video e combinarle insieme. E' possibile farlo in modo Lineare, Non lineare ed Ibrido. In un Hard disk teoricamente si possono registrare anche molte ore. Lo spazio che il filmato occupa è direttamente proporzionale alla "risoluzione" (resolution) con cui lo si acquisisce: più alta è più spazio sarà occupato per un singolo secondo. La "compressione" (compression) permette di diminuire la quantità di spazio necessario a scapito della qualità. Genericamente è possibile "registrare" (store) su un Gigabyte circa 12 minuti di video in qualità VHS, 6 in qualità S-VHS, 3 in qualità DV, e solo 2 in qualità Beta analogico. Un segnale video standard PAL è formato da 25 fotogrammi (frames) al secondo (29.97 per il sistema NTSC), ognuno composto da due "campi" (fields) a 625 linee che viaggiano alla velocità di 50 Hz al secondo. Questa è considerata la "Full Speed" o "Full Motion". Nel video digitale per "Full screen" si intende invece una risoluzione di 768x576 pixel (640x480 per il sistema NTSC), quindi se nell' analogico lo schermo è rappresentato da linee, nel digitale, l' immagine viene creata sommando tanti piccoli punti (pixel) in grado all' occorrenza di cambiare colore. Se si acquisiscono filmati con una risoluzione minore, il sistema DTV dovrà interpolare i pixel per creare le informazioni mancanti quando li invierà a full screen ad un videoregistratore o televisore. La qualità in quest'ultimo caso sarà abbastanza scadente per un prodotto di qualità, ma sufficiente per scopi multimediali. Più grande è la dimensione di cattura dei frames (capture size), più alta sarà la risoluzione, e maggiore sarà la dimensione del file una volta acquisito il filmato.
Attualmente è possibile installare da soli una scheda di acquisizione video. Per alcune schede (di solito quelle di livello amatoriale) quest'operazione può risultare abbastanza semplice. Per le schede di livello superiore (Prosumer), può essere necessario rivolgersi a personale specializzato. Per schede professionali (broadcast) è vivamente sconsigliata l'auto installazione, perché i processi che intervengono per un perfetto funzionamento, sono molti di più di quelli di usare un giravite ed installare dei drivers. Naturalmente i prezzi variano a seconda delle apparecchiature scelte. Un sistema di montaggio consumer completo si aggira attorno agli 8 milioni; un sistema professionale parte dai 20 milioni.

GLI ALBORI DEL MONTAGGIO
Il primo ingresso del "video" nell'industria dei film da casa non venne dal videoregistratore, nè dal camcorder, ma dalla rete televisiva, ed il primo segmento dell'industria che ne fu influenzato fu il mercato del video-noleggio. Il numero del "Photographic Trade News" del Settembre 1951 pubblicava una indagine su venditori al dettagliodi materiale fotografico che avevano reparti dedicati al noleggio film. Ai fini dell'indagine i negozi venivano divisi in due sezioni, quelli situati in aree con ricezione televisiva, e quelli senza. Le informazioni richieste riguardavano il noleggio dei film e la vendita di materiale per proiezioni in casa.


Mentre c'era una notevole differenza nel guadagno o nella perdita totale riportati in ogni sezione, tre negozi su quattro situati in aree con competizione televisiva riportavano perdite nel business del noleggio dei film che variavano da "lievi" al "90%", mentre tre negozi su quattro in aree senza TV mostravano dei guadagni. Questo ovviamente avveniva anni prima che il primo noleggio video divenisse disponibile. La diffusione dei ricevitori televisivi attraverso il paese fu incredibile: una fonte riportava che nel 1949 c'erano 4 milioni di ricevitori, 81 milioni intorno al 1969, e 150 milioni intorno al 1979. Dall'altro lato, le vendite dei proiettori 8mm scese del 34% tra il 1969 ed il 1979. L'intrusione del set televisivo all'interno dei soggiorni americani inevitabilmente rispedì il proiettore nel ripostiglio, o addirittura nell'attico. La proiezione di film a casa era quasi inevitabilmente una attività serale, data la necessità di oscurare la stanza. Tranne che per i programmi pomeridiani per i bambini, guardare la televisione era pure una attività serale.
E deve essere stata una serata piuttosto insolita per qualcuno trovarsi a dire "Guardiamo i nostri film stasera!" Inoltre, mentre la qualità dell'immagine anche di un filmino 8mm standard era superiore rispetto a quella delle recenti TV, il divertimento era decisamente inferiore.


Divenne via via sempre più difficile rendere invitante per i vicini la visione di "Il nostro viaggio alle cascate del Niagara", se avevano in programma di vedere Milton Berle, o Edward R. Murrow.
Il videoregistratore fu il figlio della televisione.L'essenza della televisione sta nella conversione da parte della fotocamera televisiva dell'immagine visualizzata, in una serie di segnali elettrici che vengono poi trasmessi attraverso l'etere al blocco televisivo, dove i segnali vengono riconvertiti in una immagine visualizzabile. All'inizio, tutto questo avveniva in "tempo reale", ogni show televisivo i primi tempi era "dal vivo". Vennero concepiti differenti metodi per la registrazione del segnale televisivo, compreso quello utilizzato per la pellicola, come introdotto nel 1947 in "La camera di registrazione televisiva" di Eastman veniva introdotto, ma la differenza in termini di numero di fotogrammi tra la televisione e la pellicola, più perdite a livello ottico resero la registrazione su pellicola ancora ancora meno soddisfacente.


Il primo vero passo vero la registrazione televisiva avvenne nel 1951 quando la Electronics Division della Bing Crosby Enterprises diede la sua prima dimostrazione di un videoregistratore in bianco e nero. Nel 1956, Ampex mise commercio commercio il suo registratore per stazioni televisive Ampex VR-1000, che registrava immagini e suoni su nastro da 2 pollici.
Era approssimativamente della dimensione di una grossa cucina, ed aveva un prezzo di 45.000$.
Il nastro aveva molti vantaggi, eliminando tutti i problemi di qualità legati ai sistemi su pellicola, ed essendo inoltre considerevolmente più economico; pellicola e procedimenti di lavorazione costano fino a 120$ l'ora, mentre il nastro costa 8 o 9$ l'ora. Il primo videoregistratore degno di essere considerato abbastanza appropriato ad un uso amatoriale venne annunciato dalla Sony nel Marzo 1965. Il Videorecorder 2000 usava un nastro da 1/2 pollice per la registrazione di una trasmissione video, andava ad una velocità di 7 pollici e 1/2 al secondo, pesava 30 pounds ed aveva un prezzo di 500$. Una telecamera opzionale era disponibile per la registrazione di scene dal vivo, prezzo non dato. L'anno successivo la Sony mostrò il primo videoregistratore da casa a colori. Da allora in poi fu un affollamento. Nell'arco di un anno dall'annuncio della Sony, Ampex, Concord, Panasonic, Roberts Electronics e Shibaden presentarono videoregistratore a prezzi differenti. Nel Novembre del 1966, la Sony annuncio' che in pochi mesi avrebbe lanciato sul mercato un equipaggiamento composto di 3 pezzi, composto da telecamera, registratore e batteria. In cima alla telecamera venne montato un monitor con tubo a raggi catodici da 1 pollice. Il peso totale avrebbe dovuto essere di 21 pounds e mezzo, ed il prezzo di 1.000$. Nel 1971, la Sony fu di nuovo pioniera nel campo essendo la prima a chiudere definitivamente con la manipolazione da nastro a nastro, con l'annuncio di un sistema su videocassetta. La cassetta, leggermente più grande della classica cassetta audio, conteneva un'ora di TV a colori, con due tracce audio per la stereofonia o per programmi bilingue, e poteva funzionare tramite qualsiasi TV a colori. Il prezzo di una cassetta era di 30$ netti. Intorno al 1973, apparve su di una rivista nazionale un articolo di 5 pagine che poneva in confronto il nastro e la pellicola per l'appassionato, firmato da un regista autorevole. La sua conclusione era che la pellicola rimaneva ancora superiore rispetto al nastro sotto ogni punto di vista, tranne che per il costo del supporto.

D'altro canto, per il nastro l'investimento iniziale era molto superiore, l'attrezzatura più pesante da portare in giro, molto più soggetto a periodi di fermo, più difficoltoso da utilizzare in fase di editing, ed i risultati erano in bianco e nero. A dire il vero, particolari di questo tipo non scoraggiarono chiunque. Un regista dilettante vincitore dell'oscar la cui carriera cominciò nel 1928 con una cinepresa 16mm, che si diresse verso la 8mm per 17 anni, e finì con una telecamera Bach-Auricon Cine-Voice, si immerse nel video nel 1975. Mr. J. Joseph deCourcelle, Hon. PSA, FPSA, acquistò una telecamera Sony modello AVC-3400, un videoregistratore Sony AV-3400, ed un monitor.
I suoi primi tentativi di riprese avvennero all'interno di una stanza giochi seminterrata scarsamente illuminata, e quando il nastro ottenuto risultò essere perfettamente esposto, non ebbe alcun dubbio, da allora in poi fu per sempre nastro. Ovviamente Mr. deCourcelle non era un tipico dilettante, ma un rappresentante di una ristretta cerchia del mercato amatoriale. Egli era un tipico "drogato di tecnologia", uno di questi intrepidi e generalmente sbandati dilettanti che debbono necessariamente avere a tutti i costi le ultime innovazioni, disposto a pagare felicemente 200$ per il primo calcolatore palmare, solo per vederseli successivamente venduti ad un decimo di quel prezzo pochi anni dopo. Gli analisti di mercato ai quali capitò di consultare i vari deCourcelles del mondo badarono bene a stare alla larga per le loro stime di mercato dalla nuova tecnologia. Negli anni a seguire si presentò una confusione di sistemi incompatibili in lotta per la leadership, ma intorno al1978 questi vennero ridotti a quattro tipi di formati di nastro da 1/2 pollice.

Questi erano: Betamax, capeggiato dalla Sony; VHS proposto dalla Japanis Victor Company e dalla parente Matsushita; Quasar sempre della Matsushita; e V-Cord II finanziato da Sanyo e Toshiba. Gli ultimi due erano destinati ad essere accorpati rispettivamente da VHS e Beta, lasciando così i due formati predominanti Beta e VHS. Gli ultimi due sono sopravvissuti fino ad oggi, sebbene ancora incompatibili. C'era anche un altro sistema di registrazione che si era affacciato diversi anni prima, ma che non aveva ricevuto grosse attenzioni fino a questo punto, il video disk. Un video disk viene realizzato in modo piuttosto simile a quello in cui viene prodotto un disco fonografico. Il segnale televisivo modula un raggio laser focalizzato sulla superficie di un disco rotante di metallo, creando una serie di 'fori' o 'non fori', analogo al segnale della TV.

Come avviene nel processo di registrazione audio, viene prima realizzato un disco master, da cui vengono successivamente stampati centinaia di dischi di plastica in modo estremamente economico. Il video disk aveva il grande vantaggio di essere economico, e ci si poteva accedere in "modalità casuale", era meno soggetto a danneggiamenti, ma non poteva ovviamente essere realizzato a casa, lasciandogli così esclusivamente il mercato del pre-registrato. Dopo alcuni anni di trambusto, l'RCA nel 1981 promuovette una campagna promozionale da 20 milioni di dollari per il suo nuovo disk player da 500$. Magnavox aveva presentato Magnavision due anni prima, ed una azzardata fusione fra GE/Matsushita/JVC avrebbe presentato un altro sistema per disco nel 1982.

La tecnologia si sarebbe ovviamente evoluta fino a giungere ai sistemi compact disk favolosamente di successo dei giorni nostri. Ciò che il regista in casa aveva così impazientemente atteso fino ad allora sembrava essere a portata di mano in chiusura dell'anno 1981, quando si rumoreggiava che la Sony e la Eastman Kodak stessero progettando di collaborare al fine di realizzare un registratore per videocassette combinato ad una telecamera. L'avventurata unione non si realizzò mai, nè così fece il progetto della combinazione telecamera/registratore, ma l'ingresso minaccioso in scena del gigante Rochester sarebbe risuonato in altre stanze. Nel 1982, diverse maggiori compagnie fotografiche fecero il loro ingresso nelle liste, inclusa la Canon, la Minolta, Olympus e Pentax, con nuovi design per telecamere e registratori. Molte telecamere erano corredate di lenti per zoom, auto esposimetro, bilanciamento del colore, e mirini elettronici. I prezzi per una telecamera a colori variavano tra 860$ e 2.150$; per un videoregistratore, tra 875$ e 1.295$.

Intorno al Maggio del 1983, non c'erano meno di 18 produttori, che offrivano 42 modelli di videocamere. I prezzi variavano tra 559$ per il modello QC-50 della Sharp, e 1.995$ per il VK-C2000 della Hitachi. I pesi oscillavano da appena sotto i tre pounds ai sette pounds, con una maggioranza di circa cinque pounds. Alla fine ci fu una conquista; ad una storica conferenza tenuta a New York City il 4 Gennaio del 1984, la Eastman Kodak Company annunciò e mostrò il sistema KODAKSYSTEM, divenendo così la prima compagnia a realizzare il tanto atteso formato per nastro 8mm. Vennero mostrati due modelli di telecamere, la Kodavision 2200 ed il modello dotato di auto-focus, il Kodavision 2400. Entrambe le telecamere pesavano attorno ai cinque pounds, ed accettavano videocassette 8mm sia da 60 che da 90 minuti, leggermente più piccole di una audio cassetta standard. Le telecamere erano provviste di una lente di zoom da 7-42mm ad un fattore f/1.2 a fuoco fino a quattro piedi, con la opzione "macro" sulla impostazione ad angolo ampio. L'obiettivo era un Newvicon da 1 pollice ed 1/3 recentemente sviluppato. Il modello 2200 aveva un prezzo di 1.559$, il 2400 di 1.899$. Le telecamere erano prodotte da Matsushita, ed i nastri da TDK. I maggiori produttori di video si incontrarono nel Gennaio del 1982, e stipularono una dichiarazione secondo la quale un accordo era stato raggiunto riguardo ad uno standard che consisteva in telecamera/registratore in un singolo corpo: nastro da 1 ora di 8mm. Ed il termine "camcorder" entrò più o meno ufficialmente nella lingua inglese. Seguendo l'annuncio della Kodak, la RCA mostrò un camcorder prototipo realizzato da Hitachi, la Polaroid dimostrò un camcorder, e la General Electric che avrebbe presto messo sul mercato una macchina 8mm.

Un ingresso importante nella corsa delle 8mm ci fu nel 1985 al Consumer Electronic Show, quando la Sony svelò il suo camcorder Mini-8, formalmente il CCD-M8U. Le iniziali CCD stavano per "charge coupled device", l'invenzione che sostituì il tubo a raggi catodici come ricettore o lettore di immagini. I CCD erano più rugosi, non potevano essere bruciati a causa di una sovraesposizione, occupavano meno spazio, e consumavano meno energia. Più o meno esattamente a tre anni di distanza dall'ingresso di Eastman Kodak nel campo delle videocamere 8mm, si rumoreggiava che la compagnia Rochester fosse in procinto di ritirarsi da questo mercato da 300 milioni di dollari l'anno. Gli osservatori notarono che la Kodak non aveva introdotto un nuovo modello 8mm sin dal Settembre 1985, nè la compagnia aveva fatto molta pubblicità alla linea l'anno precedente.
Un portavoce della Kodak negò che la compagnia stesse pianificando di interrompere la produzione della telecamera 8mm, ma ammise che il prodotto "andava a rilento".

Ad ogni modo le voci si dimostrarono vere; la produzione della telecamera KODAVISION, che perfino da interni della Kodak veniva considerata superata di gran lunga dai suoi rivali giapponesi, venne silenziosamente interrotta nel 1986. Quindi, tranne che per la produzione di 8mm e pellicole Super 8, Eastman si ritirò ignobilmente da quel mercato del film e del video amatoriale, in cui era stato un fondamentale innovatore per 63 anni. Estratto da un libro ancora in lavorazione sulla storia dell'industria del cinema amatoriale di Alan Kattelle. Ci sono letteralmente dozzine di editor non lineari sul mercato. Alcune compagnie sono state in affari più a lungo di altre, comunque.
I sistemi di editing non lineare comprendono il Media Composer ed il Film Composer 8000 della Avid, Media 100 della Data Translation, Lightworks, VideoCube, e D-Vision.



.......................................................................................................
AGH AGHBBs Group It - All Rights Reserved.
Privacy Policy - Contact Us